IL TEAM DEL VILLAGE

IL MAGO LERRYS

Si definisce magico. Il suo colore preferito è l'azzurro cielo. Si diverte un mondo a cantare la sua canzone preferita "Re Gaetano" e ad intrattenere grandi e piccini con i suoi spettacoli di magia

LA MASCOTTE ASSO

È la mascotte indiscussa del nostro parco divertimenti. Ama ballare e cantare con i suoi piccoli amici. La sua passione sono i giochi, l'animazione e... Le caramelle!

TONY

Tony è un gran giocherellone! Il verde speranza è il suo colore preferito. Ama giocare alla pentolaccia sulle note di "Maria la Gallina" e far sorridere tutti i bimbi con la sua allegria contagiosa

Il Lupacchiotto Asso

La storia

1
C'era una volta, in un piccolo paese tra le montagne, una bambina che viveva in una graziosa casetta dove le pareti dei monti formavano una conca, come una grandissima culla. La bambina pensava che fossero le montagne più belle del mondo. Verdi pascoli d'estate, dove le mucche si adagiavano sull'erba e il suono delle loro campanelle pareva una graziosa ninnananna. D'inverno la neve, bianca e lucente, le ricopriva come un manto incantato e tutto intorno regnavano la pace e il silenzio. La bambina, che si chiamava Bea, aveva gli occhi color dei castagni, la bocca rossa come i frutti dei boschi e lunghi capelli bruni, con sfumature di sole.
2
Un giorno il suo papà e la sua mamma dovettero partire per andare a lavorare in una grande città dove c'era il mare, ma le promisero che sarebbero tornati presto. Sapevano che la loro figlia era intelligente e fidata e se la sarebbe cavata da sola fino al loro ritorno. La bambina non aveva paura, e sapeva fare tante cose. Cucinare, tenere in ordine, ed era sicura che la Fata delle Nevi l'avrebbe protetta. Nessuno aveva mai visto la fata, si diceva che apparisse soltanto a chi aveva il cuore buono e la coscienza bianca e pura come la neve. Un giorno di Novembre Bea andò al mulino del signor Focaccia per comperare la farina.
3
La moglie del Mugnaio, la signora Focaccia, era una donna molto gentile ma non altrettanto i suoi figli, Teo e Lollo, che diventavano ancora più antipatici quando si trovavano in compagnia di Giano, figlio del cacciatore, il signor Cartuccia. Quei tre sapevano solo fare dispetti, boccacce e si mettevano spesso nei guai per la loro disobbedienza. «Ciao, Piccola Bea» disse gentilmente la signora Focaccia «in che cosa posso servirti?» «Vorrei un chilo di farina» rispose la bimba «voglio cucinare una bella pizza.» La signora sorrise «Sembra che nevicherà, cara Bea, ti conviene fare un po' di scorta». «Grazie, signora.» La bimba la salutò e uscì.
4
«A me non importa che nevichi» pensò la bambina fra sé e sé, «anzi sono contenta, così potrò fare i pupazzi di neve e andare sulla mia slitta.» Mentre era assorta nei suoi pensieri il suo sguardo venne attirato da una sagoma sotto un pino poco lontano. Si avvicinò incuriosita e con sua grande meraviglia notò che era un cane. Non appena si accorse di Bea, l'animale si mise seduto e incominciò a scodinzolare festoso. Sembrava un cucciolo ma era molto grande. Da accucciato, infatti, le arrivava all'altezza del collo. «E tu chi sei?» gli chiese Bea e come risposta il grosso cucciolo le diede la zampa.
5
Doveva essersi perso ma non si mostrava impaurito, anzi, aveva voglia di giocare e con un balzo saltò sulle spalle della bambina leccandole tutta la faccia. «Calma, sei proprio un giocherellone! Senti, che ne dici di venire a casa con me? Ormai siamo diventati amici. Così potrai stare al caldo e potremmo tenerci compagnia.» Per tutta risposta il cucciolo si alzò di scatto e cominciò a correre in direzione della casa di Bea e quando arrivò sul ciglio della conca si arrestò e la guardò scodinzolando. «Accidenti e come sapevi che abito laggiù?» Chiese incuriosita «Sei veramente speciale, sai? Un vero asso! Ecco, ti chiamerò Asso» ...
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Il libricino della Storia di Asso ti aspetta al Prato Nevoso Village! Con tanti divertenti disegni da colorare. Corri a prenderlo!
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1
C'era una volta, in un piccolo paese tra le montagne, una bambina che viveva in una graziosa casetta dove le pareti dei monti formavano una conca, come una grandissima culla. La bambina pensava che fossero le montagne più belle del mondo. Verdi pascoli d'estate, dove le mucche si adagiavano sull'erba e il suono delle loro campanelle pareva una graziosa ninnananna. D'inverno la neve, bianca e lucente, le ricopriva come un manto incantato e tutto intorno regnavano la pace e il silenzio. La bambina, che si chiamava Bea, aveva gli occhi color dei castagni, la bocca rossa come i frutti dei boschi e lunghi capelli bruni, con sfumature di sole.
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Un giorno il suo papà e la sua mamma dovettero partire per andare a lavorare in una grande città dove c'era il mare, ma le promisero che sarebbero tornati presto. Sapevano che la loro figlia era intelligente e fidata e se la sarebbe cavata da sola fino al loro ritorno. La bambina non aveva paura, e sapeva fare tante cose. Cucinare, tenere in ordine, ed era sicura che la Fata delle Nevi l'avrebbe protetta. Nessuno aveva mai visto la fata, si diceva che apparisse soltanto a chi aveva il cuore buono e la coscienza bianca e pura come la neve. Un giorno di Novembre Bea andò al mulino del signor Focaccia per comperare la farina.
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La moglie del Mugnaio, la signora Focaccia, era una donna molto gentile ma non altrettanto i suoi figli, Teo e Lollo, che diventavano ancora più antipatici quando si trovavano in compagnia di Giano, figlio del cacciatore, il signor Cartuccia. Quei tre sapevano solo fare dispetti, boccacce e si mettevano spesso nei guai per la loro disobbedienza. «Ciao, Piccola Bea» disse gentilmente la signora Focaccia «in che cosa posso servirti?» «Vorrei un chilo di farina» rispose la bimba «voglio cucinare una bella pizza.» La signora sorrise «Sembra che nevicherà, cara Bea, ti conviene fare un po' di scorta». «Grazie, signora.» La bimba la salutò e uscì.
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«A me non importa che nevichi» pensò la bambina fra sé e sé, «anzi sono contenta, così potrò fare i pupazzi di neve e andare sulla mia slitta.» Mentre era assorta nei suoi pensieri il suo sguardo venne attirato da una sagoma sotto un pino poco lontano. Si avvicinò incuriosita e con sua grande meraviglia notò che era un cane. Non appena si accorse di Bea, l'animale si mise seduto e incominciò a scodinzolare festoso. Sembrava un cucciolo ma era molto grande. Da accucciato, infatti, le arrivava all'altezza del collo. «E tu chi sei?» gli chiese Bea e come risposta il grosso cucciolo le diede la zampa.
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Doveva essersi perso ma non si mostrava impaurito, anzi, aveva voglia di giocare e con un balzo saltò sulle spalle della bambina leccandole tutta la faccia. «Calma, sei proprio un giocherellone! Senti, che ne dici di venire a casa con me? Ormai siamo diventati amici. Così potrai stare al caldo e potremmo tenerci compagnia.» Per tutta risposta il cucciolo si alzò di scatto e cominciò a correre in direzione della casa di Bea e quando arrivò sul ciglio della conca si arrestò e la guardò scodinzolando. «Accidenti e come sapevi che abito laggiù?» Chiese incuriosita «Sei veramente speciale, sai? Un vero asso! Ecco, ti chiamerò Asso» ...
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